Attività


Le attività


Lo Studio della Dott.ssa Mariangela Buffi è a disposizione con i seguenti tipi di attività:
  • Modalità di contatto e di avvio della consultazione
  • Counseling psicologico
  • Consulenza sessuologica
  • Psicoterapia sessuologica
  • Psicoterapia individuale
  • Psicoterapia di coppia
  • Psicoterapia del preadolescente e adolescente
  • Test psicodiagnostici
  • Psicoterapia supportiva
  • Disturbi sessuali
  • Attacchi di panico
  • Ansia
  • Disturbi ossessivi
  • Disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia, disturbi misti)
  • Disturbi depressivi
  •  Problematiche infantili
  •  Disturbi della preadolescenza ed adolescenza
  •  Relazione genitori-figli
  •  Disturbi dell’apprendimento
  •  Progetti psicoeducativi
  •  Terapia associata (psicofarmaci e psicoterapia)
Di seguito un breve elenco dei principali disturbi trattati con indicazione delle relative sintomatologie.

Ansia

L’ansia è una complessa combinazione di emozioni, di solito percepite come negative, che includono paura, timore e apprensione, preoccupazione. Spesso sono accompagnate da sensazioni fisiche come palpitazioni e tachicardia, dolori al petto e/o respiro corto, nausea e/o problemi gastrointestinali, sensazione di caldo-freddo, sudorazione accentuata.
Tutte queste sensazioni sono accompagnate da un senso di aspettativa di un pericolo diffuso e non bene identificato, come se fosse presente un costante senso d’emergenza.
A livello comportamentale si possono avere sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all’evitare la fonte dell’ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non adattivi, dal momento che portano a rinunce, insoddisfazione o senso di sconfitta. Da un punto di vista emotivo, l’ansia può causare un senso di terrore e di perdita di controllo, accompagnata ad esempio da nausea e brividi, che può sfociare in veri e propri ATTACCHI DI PANICO.
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Depressione

È caratterizzata da umore deflesso, accompagnato da bassa autostima e perdita di interesse o piacere per le attività normalmente ritenute piacevoli. Tutto questo può naturalmente colpire negativamente la vita familiare, lavorativa o lo studio, può causare problemi riguardanti il sonno, l’appetito e la salute in generale. Tutte queste problematiche possono essere costanti, oppure presentarsi episodicamente e particolarmente in alcuni periodi dell’anno.

Disturbi fobici

In questa tipologia di comportamenti rientrano tutti quei disturbi correlati a un irrefrenabile desiderio di evitare l’oggetto o la situazione che incutono timore, e spesso possono creare un senso di angoscia. Ad esempio si può trattare di paura nei confronti di animali, come gli insetti. Chi soffre di queste fobie non può e non riesce a sottrarsi volontariamente alla sua paura e tutto questo determina un disadattamento della persona all’ambiente.

Ipocondria

Si riferisce alla preoccupazione eccessiva e infondata che una persona può avere nei riguardi della propria salute, alimentata dalla convinzione che qualsiasi visita medica possa rivelare una qualche patologia. In ogni caso il timore persiste anche dopo avere ricevuto rassicurazioni da parte del medico.
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Somatizzazione di disturbi psicologici

Si caratterizza per la presenza di numerosi sintomi dolorosi soggettivi e segni oggettivi confermabili attraverso una qualche analisi clinica. La persona può accusare però lamentele indipendentemente dalla loro accertabilità obiettiva e dalla loro guarigione. La sintomatologia può essere di natura molto vaga, spesso mal definibile: disfagia, perdita della voce, dolore addominale o in altre parti del corpo, nausea, vomito, convulsioni, nevralgie, sonnolenza, paralisi, mancamenti, squilibri della pressione arteriosa, dispaneuria, problemi alla vista. Tutto questo quadro può essere confuso con patologie mediche dove sono presenti segni somatici altrettanto poco chiari ma molteplici e confermati.

Disturbi dell'umore

Si caratterizzano per una serie di alterazioni o anomalie del tono dell’umore della persona, di entità tale da causare problemi o disfunzioni persistenti o in ogni caso un disagio marcato e quindi un disadattamento alle condizioni di vita con ripercussioni di varia natura nella vita interrelazionale e/o lavorativa. Quello che si può osservare è un’inadeguatezza della reazione affettiva agli eventi (ad esempio ridere in situazioni non consone) e una qualità dell’umore diversa dal solito (non necessariamente triste, ci si sente diversi, a volte “su di giri”), e di conseguenza, una compromissione del funzionamento sociale e lavorativo.

DOC

Il disturbo ossessivo-compulsivo è presente in pensieri, dubbi, immagini o impulsi ricorrenti che affliggono la persona, e sono percepite come invasive e inappropriate o comunque fastidiose, e provocano una marcata sofferenza. Pur tentando di ignorare o sopprimere questi pensieri, risulta impossibile farlo (ossessioni).
Ci possono essere dei comportamenti messi in atto per tentare di neutralizzare questi pensieri disturbanti, che placano però l’ansia solo per un breve tempo. Sono comportamenti stereotipati o azioni mentali ripetitive che ci si sente quasi obbligati ad eseguire, come se fossero una sorta di rituale (compulsioni). Spesso questi comportamenti sono ritenuti dagli altri eccessivi e incomprensibili. Questo non fa altro che aumentare il senso di isolamento e disagio.
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Anoressia mentale

È caratterizzata da una decisa riduzione della quantità di cibo ingerito che porta a un progressivo dimagrimento, a volte molto evidente e tale da poter giungere a livelli di rischio per la propria vita.
Il dimagrimento è accompagnato da una serie di manifestazioni fisiche e comportamentali fra cui l’amenorrea, cioè la scomparsa delle mestruazioni, i disturbi elettrolitici che possono portare a gravi compromissioni renali e cardiache, alla perdita dei capelli, allo sfaldamento ungueale, all’osteoporosi precoce, ecc.
Fra i comportamenti problematici presenti si possono segnalare: i disturbi ossessivo-compulsivi, la chiusura in se stessi, la depressione, la compromissione dell’autonomia e dell’autostima.

Disturbi alimentari misti

Da anni, accanto a disturbi alimentari così specificatamente definiti, si assiste spesso a dei “Disturbi alimentari misti” che vedono nella stessa persona l’alternarsi di sintomatologie anoressiche e bulimiche.

Disfunzioni sessuali maschili:

  • erettiva o impotenza: è l’incapacità di ottenere o di mantenere un’erezione sufficiente per affrontare il coito. Questa disfunzione può essere primaria o secondaria: soffre di disfunzione primaria dell’erezione la persona che non è mai stata in grado di avere rapporti sessuali, mentre chi è affetto da disfunzione erettile secondaria è riuscito a sperimentare il coito una, due o anche migliaia di volte prima che il problema insorgesse; l’impotenza può insorgere a qualunque età e assumere diverse forme: la situazione più comune è quella in cui l’uomo ha erezioni parziali, troppo inconsistenti per consentire la penetrazione nella vagina.
  • eiaculazione precoce: è una disfunzione sessuale assai comune, ma difficile da definire con precisione. Sono ormai scartati da tempo i vecchi criteri che si basavano sulla durata del rapporto (per esempio “meno di due minuti”) o che specificavano un numero minimo di penetrazioni. L’Amerian Psychiatric Association definisce l’eiaculazione precoce in base al criterio di “ragionevole controllo volontario”, determinato “in base ai fattori che influiscono sulla durata della fase di eccitamento, come l’età, l’emozione data dal parter sconosciuto, la frequenza e la durata del coito”. Un’osservazione aggiuntiva come criterio per una valutazione di eiaculazione precoce riguarda il rapporto della coppia: se i partner sono entrambi soddisfatti dei tempi riguardanti l’eiaculazione, qualsiasi essi siano, non si parla di eiaculazione precoce. Se, invece, la coppia non riesce a trovare una sintonia rispetto ai tempi, allora si potrà ipotizzare un disturbo eiaculatorio.
  • eiaculazione ritardata: può essere considerata l’opposto dell’eiaculazione precoce: in questo caso vi è eiaculazione nella vagina, ma in tempi molto lunghi, dopo una notevole stimolazione coitale, e l’eccitamento sessuale può essere molto debole.
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Disfunzioni sessuali femminili:

  • vaginismo: è la condizione in cui i muscoli del terzo esterno della vagina rispondono con uno spasmo involontario ai tentativi di penetrazione. La gravità di questo disturbo, che può colpire donne di tutte le età, varia notevolmente da persona a persona. Nelle forme meno gravi il vaginismo permette alla donna di avere rapporti, ma le crea comunque un certo fastidio. Vi sono forme talmente gravi di vaginismo da impedire la pur minima apertura vaginale.
  • disfunzione orgasmica: indica la difficoltà della donna di raggiungere l’orgasmo. L’anorgasmia primaria è quella delle donne che non hanno mai provato un orgasmo. L’anorgasmia secondaria riguarda le donne che non provano più l’orgasmo, pur avendolo sperimentato in passato. L’anorgasmia secondaria situazionale riguarda le donne che provano l’orgasmo solo in determinate situazioni ( per esempio durante la masturbazione ma non durante la stimolazione del partner).

Disturbi del desiderio sessuale

Gli uomini e le donne che soffrono di questi disturbi, in genere manifestano una normale capacità da un punto di vista fisico, ma si sentono in un certo senso riluttanti a partecipare a rapporti sessuali o per scarso interesse o per timori di varia natura. Quando il problema è la mancanza di interesse, il disturbo viene denominato Inibizione del Desiderio Sessuale (ISD); può essere un problema presente da sempre o intervenuto nel tempo e può manifestarsi in ogni situazione o qualche volta. Quando si tratta di un eccesso di paura, si parla di Avversione Sessuale. In questo caso è una fobia che riguarda l’attività sessuale o il pensiero dell’attività sessuale inducendo chi ne soffre a evitare volontariamente i rapporti erotici.
Contattate la Dottoressa Buffi per i disturbi del desiderio sessuale:
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